Le opere di Baistrocchi
hanno un carattere e significati che travalicano il locale
per aprirsi a innumerevoli richiami culturali, che passano
dall'Oriente all'Occidente, seguendo non solo i percorsi
del diplomatico, ma soprattutto quelli dell'appassionato
e cultore di arte primitiva, di Monumenti preistorici, di
forme culturali disparatissime.
Nei primi anni Sessanta Baistrocchi comincia a dipingere
nudi in spazi astratti. Poi, la coinvolgente scoperta dell'acquaforte
e da qui lo studio minuzioso del mondo zoomorfo, tanto da
meritarsi l'appellativo di artista animalista. Durante il
soggiorno in Russia, e siamo ormai all'inizio degli anni
Ottanta, il ritorno alla pittura, ma questa volta in chiave
astratta. Da queste esperienze, "de animalibus"
e "abstracta", prenderĂ avvio il periodo dei "collages".
Egli prepara i suoi collages seguendo schemi dai quali emergono
sia un chiaro principio ordinatore, sia un'inclinazione
al minuzioso, fattori che lo conducono a soddisfare una
personale ricerca estetica, volta tout "simplement"
ad un immediato appagamento dell'occhio. |