
Osservando le opere di Micaela ci si rende
conto che la sua attività primaria è quella di “colorare
la sua vita”, come ama dire. Nel rendere una emozione “colorata”,
atta a comunicare le esigenze, sensazioni, sentimenti, esprime
il suo animo affermando di come si può rappresentare se
stessi, ricercando nel concetto dell’essere il sinonimo
dello spirito, come se fossimo in un sogno. Davanti a tali
opere ci rendiamo conto che tutto ciò che esiste nel suo
essere non è altro che spirito gioioso
indipendente dallo spazio temporale. I suoi ominidi, le
onde, le note rendono il pensiero astratto riguardo al sogno
lucido, il fine ultimo di esprimere l’arte come puro divertimento.
La luna ci riporta al quotidiano e senza discostarsi va
ad incastrarsi con gli aspetti comuni della vita, spingendosi
inesorabilmente oltre gli aspetti ludici per prorompere
con il messaggio, nella consapevolezza che è assolutamente
sterile se viene limitata al sogno, e non irradia la sua
influenza nella vita reale con la grande potenzialità di
poter “colorare la vita”, cambiandola. Ascoltando la propria
guida interiore, un atto di profonda introspezione e di
attenzione verso i bisogni di chi è dinanzi ad un’opera
ludica, pescando nel proprio inconscio esperienze difficilmente
catalogabili chiamati sogni, che non hanno una consistenza
materiale ma utilizzano frammenti del nostro vissuto, tanto
da essere sogni in presenza della ragione. Lo spirito si
esprime attraverso il corpo umano, mentre parole ed azioni
attraverso ciò che il corpo umano costruisce. Nel rappresentare
favole, sogni, tiene ben salde le tradizioni della famiglia,
raccontando un mondo onirico, misterioso, sempre comunque
ludico, con un'impalpabile felicità che hanno i bambini
negli anni in cui fra sogni e realtà il confine è sottilissimo.
La voglia di ironizzare è il momento creativo degli aspetti
della vita di cui arte e riflessioni ne fanno parte.
Tiziana Todi |