Madonna col Cardellino - Raffaello

Dipinto ad olio su tavola, 107 x 77cm, datata 1506 circa.

Galleria degli Uffizi, Firenze.

di Tiziana Todi


La Madonna col cardellino fu realizzata su commissione a Firenze per un ricco commerciante di stoffe di lana, Lorenzo Nasi, in occasione del suo matrimonio con Sandra Canigiana proveniente dalla alta borghesia fiorentina. L’abitazione era ubicata nella scoscesa costa San Giorgio che nel 1547 crollò. Il dipinto fu ritrovato sotto le macerie in 17 frammenti, forse affidati a Michele di Ridolfi del Ghirlandaio per il restauro. In seguito l’opera la ritroviamo nella collezione del cardinal Giovanni Carlo de Medici. Nel 1666 alla sua morte l'opera confluì agli Uffizi, stimata 600 scudi, l’opera di più alto valore del suo patrimonio. Esposta in Tribuna ed in seguito in Galleria, La Madonna col Cardellino era l’opera più ammirata e copiata dell’epoca, molto apprezzata anche nell'ottocento destando meraviglia incontrando il gusto purista del tempo.



La Madonna col Cardellino di Raffaello è un dipinto bello, armonioso, raffinato e delicato che dà la sensazione di estrema naturalezza. L’ultimo restauro del 2008 ha riportato alla luce i colori originari.


Il gruppo di figure è in linea con la pittura dell’epoca, centrale e piramidale, che deriva con evidenza da modelli leonardeschi sia per la composizione che per la realizzazione del paesaggio. Le figure sono immerse in un ampio paesaggio fluviale, contornato da alberelli,un ponte sulla sinistra, con un richiamo alla cupola che ci parla di Firenze. In primo piano troviamo la Madonna seduta su una roccia, tra le gambe regge il Bambinello, e San Giovanni, riconoscibile per le vesti, è abbracciato da lei.


Le tre figure ammirano il cardellino nelle mani del piccolo Giovanni, mentre Gesù tenta affettuosamente di accarezzarlo.

La Vergine ha il busto e le gambe ruotate verso destra mentre, con lo sguardo di un infinito amore matern, riconoscibile per le vesti, è abbracciato da lei. Le figure ammirano il cardellino nelle mani del piccolo Giovanni, mentre Gesù tenta affettuosamente di accarezzarlo. risto. È evidente che il libro è la sedes sapientiae come lo ha definito il Vasari.


La Madonna rappresenta l’unione perfetta della Chiesa Madre e del sacrificio di suo Figlio. Ma non c'è un freddo simbolismo, La Madonna col cardellino di Raffaello racconta in maniera straordinaria l'amore dolcissimo di una madre, della Madre, e anticipa con delicatezza la morte dolorosa del Figlio attraverso la presenza del cardellino, simbolo della Passione di Cristo (come ci spiega Renata Solimini in basso). L'opera è intrisa di sentimenti di serenità, dolcezza, di una spontanea familiarità, di una quotidianità densa di spiritualità, Raffaello sostituisce l'alone di mistero presente nelle opere leonardesche con un'atmosfera ricca di affettuosità, caratteristica dei suoi dipinti.



La simbologia de la Madonna col cardellino

di Renata Solimini


Raffaello riporta una scena colma di serenità e tranquillità come se il destino che porterà alla morte Gesù sia estremamente lontano, e Maria accennando ad un sorriso con un profondo amore materno guarda i due bambini che giocano: San Giovannino offre il cardellino a Gesù Bambino il quale, a sua volta, tenta affettuosamente di accarezzare l’uccellino.


Il cardellino posto al centro del dipinto, è così chiamato per la sua consuetudine di cibarsi principalmente dei semi del cardo, una pianta che nella simbologia cristiana rappresenta i dolori e le tribolazioni terrene. Trattenere un cardellino significa dunque accettare volontariamente le sofferenze per conseguire il bene.

Il cardellino rappresenta dunque un richiamo diretto alla Passione di Cristo:

si riteneva infatti che il cardellino vivesse tra le piante di cardo (allusione alla corona di spine), e che la macchia rossa sul suo muso fosse simbolo del sangue versato da Gesù sulla Croce. Secondo la tradizione, durante la salita al Calvario un cardellino per compassione si sarebbe posato sulla testa del Messia per estrarre le spine che gli cingevano il capo sporcandosi così le piume con il sangue di Gesù. Il viso di Gesù Bambino ha una espressione seria, da adulto, quasi fosse il Cristo sulla Croce con gli occhi rivolti verso l’Alto in una espressione mistico-estatica.


Giovanni Battista è raffigurato come un piccolo Bacco, divinità dell’Ebbrezza equilibrata che porta Allegria e permette di togliere la maschera e di svelare la Veritas attraverso un contatto diretto con il trascendente (in vino veritas): egli quindi è chi, con il battesimo nell’acqua di Gesù, lo svela al mondo e permette alla sua storia di scorrere e portare la Vita.


I tre protagonisti formano una piramide di cui Maria è la punta. Maria indossa una veste rossa e un manto blu, due colori molto comuni nell’iconografia del personaggio e che si notano anche in alcune opere di Leonardo.

Il rosso, infatti, allude al sangue e alla Passione di Cristo, per la quale Dio si è fatto uomo, il blu al manto del cielo e al rapporto tra vita terrena e ultraterrena simboleggiato dalla Vergine. Inoltre, il blu del desiderio indica la funzione di Maria stessa: de-siderio, quindi qualcosa che proviene dalle stelle, dal cielo, Maria diventa la nuova Venere, la Stella del Mattino e la Stella Maris, colei che indica la via a chi cerca la Bellezza come direzione per la propria esistenza.

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